Maggio, i primi caldi si fanno sentire e, di conseguenza, anche la cucina cambia. Con la bella stagione non si ha più voglia di cibi molto ricchi, calorici, avvolgenti, ma di pietanze più leggere, anche se ugualmente non prive di sapore. Sulle nostre tavole è, dunque, un mese di transizione, di cambiamenti. Una cucina più leggera e fresca richiede vini adeguati, giovani e immediati, di qualità, alcune dei quali adatti all’invecchiamento, ma capaci di lasciarsi cogliere anche in gioventù in tutti i loro profumi e aromi e di esprimere freschezza.

Suggerisco, per questo mese, due etichette per ogni tipologia di vino: spumante, bianco, rosato, rosso, dolce. Si tratta di bottiglie ben costruite, di vini importanti o che lo diventeranno ancora di più se lasciati riposare in cantina.

Inizierei con gli spumanti, i vini che in genere aprono il pasto perché serviti per aperitivo o con le portate iniziali, le più leggere.

Un’etichetta ingiustamente poco nota è il Metodo Classico Brut dell’Azienda Agricola Vallerosa Bonci. Nasce da uve Verdicchio, ha profumo ampio con presenze fruttate, gusto secco, avvolgente, elegante. Si serve come aperitivo, accompagnato da stuzzichini di mare e si abbina a ostriche e crostacei in insalata.

Da consigliare anche il Prosecco di Valdobbiadene Crede di Bisol, ottenuto con le omonime uve completate con Pinot Biancoe Verdisio. Ha profumo ricco in cui si distinguono sentori floreali e fruttati; il sapore anch’esso fruttato, ricorda la mela e la pera. Grazie alla sua versatilità, si propone come aperitivo e con cibi leggeri come risotti di mare e minestre di verdure.

Per quanto riguarda i bianchi, assolutamente da provare è il Verdicchio dei Castelli di Jesi Superiore Podium. Un bianco fresco e sapido, molto ben equilibrato, con profumi di erbe campestri e frutta matura. Perfetto se abbinato a salmone affumicato e preparazioni leggere a base di tartufo estivo.

Altro ottimo bianco è lo Chardonnay del Grave del Friuli della Antonutti, dotato di buon corpo armonico, facile da bere. Si abbina a verdure ripiene di magro al forno e coniglio alla cacciatora.

Entrambi sono bianchi dotati di buona struttura ma di pronta beva, profumi e aromi adatti anche a uno spuntino estivo sotto un pergolato.

I rosati non sempre godono della popolarità dei bianchi o dei rossi, ma oltre ad avere i colori più belli, sono vini particolarmente adatti ad accompagnare pranzi estivi.

Suggerisco il Castel Grifone Rosato delle Cantine Giorgio Lungarotti. Vino umbro ottenuto da uve Sangiovesee Canaiolo, color rosa salmone limpido, con profumo di biancospino e sapore fresco, fruttato, beverino. Si abbina a salumi delicati come il prosciutto cotto oppure a pesci di lago alla grigia.

Una regione che produce ottimi vini rosati è la Puglia, in particolare merita attenzione il Laverano Rosato Villa Saraceno dell’Azienda Agricola Conti Zecca. E’ definito da profumo fruttato di buona ampiezza e sapore asciutto, fresco, armonico, su fondo amarognolo. Si serve con antipasti di mare come l’insalata di calamaretti, gamberi e frutti di mare. Oppure con zuppe di pesce.

Un rosso poco conosciuto, ma di elevata qualità, è il Rosso Piceno Maschio da Monte della Cantina Santa Barbara. E’ dotato di buon corpo, ma ha tutta la freschezza dei vini giovani. Si può stappare con carni rosse alla brace e selvaggina da piuma cucinata in modo leggero.

Un altro vino importante, questa vola siciliano è il Benuara Nero d’Avola e Syrah della Cusumano. Dotato di profumo fragrante, con sentori di piccoli frutti, ha gusto sapido, rotondo, ma ancora fresco. Accompagna capretto al forno con erbe aromatiche o faraona al cartoccio.

Anche i vini da dessert, se serviti d’estate devono comunicare freschezza.

E’ il caso del Moscato d’Asti di Michele Chiarlo, piacevolmente aromatico, che suggerisce leggerezza e accompagna crostate di frutta.

Infine va ricordato Arkezia Muffo di San Sisto di Fazi Battaglia. Si chiama Muffo perché è prodotto con uve infavate da muffa nobile o Botrytis cinerea. Questa malattia dell’uva il più delle volte auspicata perché non è degenerativa, ma disidratante: svolge, cioè, un’azione di concentrazione degli zuccheri contenuti nell’uva, migliorandone le caratteristiche. Il vino ottenuto possiede un particolare aroma-gusto, detto appunto di botriticina o botriticinato, che può, per alcuni versi ricordare tenui sentori di affumicato o di muschio. Arkezia profuma di miele, frutti esotici e ha sapore in perfetto equilibrio tra freschezza e dolcezza. Si può servire con formaggi saporiti e con biscotti particolari come quelli secchi allo zenzero.