Graffiatemi tutta!
 
 
Mi graffiano. Ho gambe, braccia e mani sfregiati da graffi di rose, qualche spina che circola nelle dita, inserita nei tessuti del corpo e ormai fa parte di me. Mi graffiano la "Pierre de Ronsard e la noisette che ho piantato in un'aiuola stretta lungo la cancellata di confine: i loro rami crescono oltre le sbarre, escono dal giardino e si precipitano carichi di fiori verso il ruscello e verso l'orto del vicino. Ma io i fiori li voglio tutti e mi spingo fra foglie e spine, infilo la mano per afferrare i rami fuggitivi e riportarli dentro. Drappeggio i recuperati tra le sbarre della cancellata, e sogno il giorno in cui il ferro non si vedrà più, scomparso in un intrico di rose. E spero che in quell'intrico prevalga la "Felicitè et Perpetuè" una mia preferita con quel fiore non troppo grande, non troppo piccolo, petali ricchi ma non fitti, un fiore aggraziato, conciso, fresco e leggero. Rampicante, profumata come quelle che disegnano le bambine. La sua vicina e complice di fughe, la "Bobbie James" invece non la capisco. Ha un fiore nato stanco. E' bellissimo in boccio, ma appena fiorisce si accascia. E' impossibile vederla sbocciata, perfetta in quell'attimo che tutte le rose conoscono: è in boccio ma appena giri gli occhi e poi torni a guardarla eccola lì già spampanata con i suoi quattro petali pronti a cadere. Così non vale. Però è la prima che ho comprato ed è quella che non si ammala mai e quindi la sopporto volentieri. Ho anche la "Iceberg" comprata per rampicante, ma è una sfaticata anche lei perchè invece di crescere e allungarsi in alto butta un sacco di nuovi getti da sotto tanto che ha già riempito tutto lo spazio alla base che le avevo riservato. E allora? Allora prendo lo sgabello e il filo di rafia verde, le vado vicino e tiro i rami, li lego, li spingo fino al cancello li vicino. Tira oggi, tira domani, vicino al cancello si formerà un pergolato di "Iceberg", e a chiunque arrivi a casa nostra da maggio a giugno apparirà bellissimo circondato da quei fantastici fiori bianchi, così abbondanti e così puliti. Anche le altre rose del giardino sono costrette ad arrampicarsi a vanvera sopra le piante vicine perchè le ho piantate troppo fitte in una mia personale passione per il giardino sovraccarico, gorgogliante, di rose, ortensie, lillà, glicine. Una "Banksia Alba" dovrebbe a poco a poco infiorare la siepe di ligustro e mi viene l'acquolina in bocca se immagino fra i grappolini bianchi quelle piccole rose che sembrano confetti. Le bellissime "Galatea" le ho messe sulla scarpata vicino al pino mugo e gi aromi da cucina tanto da confondere i profumi. Alla base del pergolato di vite americana ho intessuto l'unica rosa rossa della quale non ricordo il nome ma che mi pare fosse molto poetico. Mi aspetto molto da queste rose destinate a coprire, intricare, intrecciarsi, disturbarsi, creare un caos di profumi e ho intenzione di continuare a farmi graffiare da loro perchè mi piace toccarle, togliere i fiori secchi, annusarle, spostarle, tagliarle, staccare i parassiti dai rami. strofinare via gli afidi e quando sono stanca, sedermi per terra e guardarle.
 
 

 

 
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