“ Per me passeggiare in un bosco è come parlare con le piante con un prato e ogni suo più semplice fiore”

 

 

E’ il mio sogno da sempre, avere un bosco, anche piccolo, anche vicino a casa, un’osi di tranquillità e silenzio sopra la città di Aosta. Per me è un heaing garden, cioè un giardino curativo. Lo considero tale perché quando vado a passeggiarvi, dopo lunghe giornate di lavoro, riesco a dimenticare i problemi già prima di varcarne la soglia. E poi mi mette gioia lasciarmi cullare da forme morbide e sfumature di colore che di stagione in stagione si susseguono con garbo. Il parco di Entrebin è come un laboratorio nel quale ricerco l’antico legame uomo-naturacome cordone ombelicale per la sopravvivenza del pianeta. Qui nulla è eccessivo, non ci sono forzature sembra che ogni albero o arbusto siano li da sempre, nella loro disarmante semplicità. Solo le stagioni scandiscono il tempo.

“Ho avuto la fortuna di passare l’infanzia osservando le formiche e inseguendo il canto del cuculo: quante ore di giochi spensierati”

 

“Piantare alberi, arbusti, fiori di mille varietà diverse mi fa tornare bambina. Quel mondo delle favole che mi piaceva tanto diventa quanto mai reale all’ombra degli alberi, tra i prati”

 

Un tempo che è arte: al posto di lancette ticchettanti senti solo la voce delle foglie mosse dal vento, il sole filtrato dai rami verdi più o meno intensi, più o meno fioriti. Una strana danza, un gioco senza regole, nel quale è protagonista solo la natura con i suoi mille volti.

Riscopro l’importanza del respiro sedendomi su una panchina di legno ai piedi di faggi che svettano con le sfumature di chiome con tutte le sfumature di verde.  La valenza curativa della natura sta proprio nel senso di serenità che può darci osservare le forme arrotondate delle foglie,o sentire la morbidezza del legno, il profumo di un’erba aromatica spontanea.

Quante leggende sugli alberi, quante parole sussurrate dalle fronde di ciascuno di essi. Come vecchi saggi sembrano dirci: Siedi, osserva, ascolta, respira, vivi!”. E alle generazioni future, che li vedranno maestosi, sempre più chiaramente racconteranno l’antica storia dell’amicizia tra albero e uomo.

 “Amo l’espressione Madre Terra perché evoca perfettamente la sensazione di accogliente conforto che si può avvertire quando ci sediamo ai piedi di un albero o ci sdraiamo su un prato a leggere un libro: la sensazione di essere a casa”