Sci alpinismo

SUPER BETTA - 23 dicembre 2017

L’obiettivo di una lenta e incessante ascesa sugli sci è la conquista di una vetta solitaria.
Lo sci alpinismo conduce proprio su quelle cime che, normalmente, d’estate vengono solo fiancheggiate.
Da lassù lo sguardo spazia fra creste montuose estremamente lontane.
Lo sci alpinismo non conquista solo cime, ma anche spazi esclusivi di Natura incontaminata.
Ed è proprio sciando in perfetta solitudine che si raggiunge una completa simbiosi con la Natura.
Negli ultimi anni il numero degli amanti di questo sport è cresciuto tantissimo e Monterosa Ski, da quest’anno, pensa anche a loro creando tre percorsi collegabili (due in Valle di Gressoney ed uno in Val d’Ayas) ed introducendo lo skipass per gli scialpinisti.
Questa la novità principale introdotta dalla società degli impianti per l’inverno 2017/2018.
La legge prevede infatti che per scendere sulle piste tutti debbano essere dotati di un biglietto e la soluzione, sperimentale, è l’introduzione di un biglietto giornaliero di 10 euro e uno stagionale di 49 euro per l’accesso alle piste battute e dedicate agli scialpinisti nella parte alta del comprensorio sciistico.
Lo skipass permetterà di usufruire della funicolare Frachey-Alpe Ciarcerio, in Val d’Ayas, e della funivia Stafal-Sant’Anna e della telecabina Stafal-Gabiet, in Valle di Gressoney, per portarsi in quota dove saranno battute le piste dedicate.
Gli itinerari di sci alpinismo targati Monterosa Ski offrono diverse lunghezze e difficoltà su tracciati perfettamente battuti e segnalati.
Assolutamente da non perdere infine l’attesissima “Super Betta” che avrà luogo il 23 dicembre 2017 con partenza da Stafal (quota 1800 metri s.l.m.) e arrivo al Colle Bettaforca (quota 2727 metri s.l.m.) e l’VIII edizione dell’ormai famosissima MonterosaSkiAlp, gara di sci alpinismo in notturna, che si svolgerà a febbraio 2018.

A presto con nuovi aggiornamenti

 

Una villa che domina la città di Aosta, caratterizzata da uno spettacolare giardino d’inverno.

Una famiglia in cerca di un contatto stretto con la natura e di spazio in più, innamorata di quel giardino appartato, popolato di piante tropicali, inaccessibile agli occhi estranei, ma dal quale si gode la vista delle montagne che circondano la valle. Una casa che, per scelta, è stata costruita rispettando il più possibile i criteri di bioedilizia, ovvero una casa più sana e rispettosa dell’ambiente. L’architettura bioecologica considera l’edificio un organismo vivo che si pone nello spazio senza essere una barriera tra l’interno e l’esterno e consente all’uomo di vivere in equilibrio. Simona e Paolo hanno la passione dell’ospitalità così hanno aperto la loro casa agli ospiti che, come ad amici di famiglia offrono una calda accoglienza, genuine prime colazioni e buoni consigli su visite e ristoranti. L’atmosfera che si respira è rilassata e tranquilla, complice anche il giardino dove nella bella stagione gli ospiti possono fare colazione.

Vivibilità scenografica ma pratica

Nell’ampio living i mobili scelgono i colori del giardino tornando ad evocare la natura, vera protagonsta di questa casa. Arredi di illustri designers, mescolati a mobili di famiglia restaurati, comfort e angolo cottura hi-tech, biancheria raffinata proveniente dai bauli della nonna o da manifatture artigianali.

Il relax all’esterno è a lume di candela

piante di ogni genere trovano posto nel grande giardino interno, una vera e propria serra che ospita una fitta vegetazione con angoli d’atmosfera, dove amiamo rilassarci anche in pieno inverno al chiarore delle lanterne.

Un affaccio privilegiato

la serra è il grande “atout”della terrazza/studio, dove si gode di una vista eccezionale del panorama in una zona relax in prossimità delle vetrate

  • Intorno alla casa la quiete dei boschi e il panorama delle Alpi.
  • Mostre, festival culturali e passeggiate nel verde.
  • In pochi minuti si raggiunge il ” Quadrilatero Romano”, ricco di locali e ristoranti.


LE CAMERE

Carioca

Nome ispirato dagli splendidi soggetti della collezione di Ruben Toledo che “colorano” le pareti con uno stile dal sapore caraibico. Il grande illustratore visita la quotidianità lasciando alle storie dipinte il compito di renderla eterna.

Centolettere

Inaspettate compaiono con raffinata e sinuosa calligrafia lettere che l’architetto-designer-pittore Giò Ponti tracciava; parole che si trasfiguravano in disegni. Non lettere ma invenzioni, concetti delicati, veloci pensieri per fissare nel tempo il senso di un’amicizia o di un affetto profondo.

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AOSTA E DINTORNI

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