Una scelta di bottiglie preziose. da degustare al bicchiere.

Frequentarli fa tendenza, ma in momenti come quelli odierni ci possiamo inventare un aperitivo casalingo con la famiglia e qualche bottiglia che mi permetto di segnalare. I wine bar, da moda passeggera, sono diventati un’istituzione nel nostro paese, proprio per la loro caratteristica: offrire la possibilità di capire il vino in tutti i suoi variegati aspetti, degustando, al calice, pregiate etichette, spesso accompagnate da piatti semplici. S’impara così a confrontare diverse produzioni, ad individuarne i vari profili, grazie anche alla competenza dei titolari, spesso enotecari o sommelier professionisti.

S’impara ad osare abbinamenti non tradizionali, quali spumanti rosè e carni bianche.

Ho selezionato dieci vini; proponendo tre spumanti metodo classico, due bianchi, tre rossi e due vini dolci. A questi abbino e suggerisco i sapori giusti, anche se, l’abbinamento è un’abitudine recente. Sino agli inizi degli anni settanta, in vino “viaggiava” poco, era consumato nella zona di produzione, anche perché erano in pochi ad imbottigliare. Quindi vino e cibo erano associati casualmente, secondo la disponibilità geografica. Oggi, che l’assortimento non manca, propongo abbinamenti, ma sempre con molta prudenza; perché, secondo me, l’accostamento tra una bevanda e un particolare cibo è una scelta soggettiva e non deve essere un’imposizione.

Tra gli spumanti ho selezionato due Franciacorta e un Trento Doc: Cà del Bosco Brut, il Franciacorta Cuvèe Brut dell’azienda Bellavistae il Ferrari Perlè Rosè Talento Trento Doc.

Il primo ha colore paglierino chiaro con vago riflesso verdino, il profumo è fragrante e vivace, mentre il sapore è secco con piacevole acidità di frutta. E’ un vino aristocratico. Ottimo aperitivo, accompagna in modo eccellente frutti di mare crudicome le ostricheo le “capesante gratinate” e la“tempura”.

Il secondo è uno spumante piacevole e fragrante, con sentori di crosta di pane appena sfornato, e si serve con “risotto saltato”o “fritto dell’orto o di paranza”.

Il Ferrari, invece nasce d uve Pinot Nero e Chardonnay: spumante ben equilibrato, è prodotto in poche migliaia d’esemplari e affinato, sempre in bottiglia per almeno quattro anni. E’ piacevole degustarlo, grazie alla presenza del Pinot Nero che, nei rosati, conferisce un gusto-aroma di piccoli frutti quali ribes nero (cassis) lampone. Si serve con preparazioni anche saporite, come per esempio, la “cotoletta alla milanese”, perché ha la corposità sufficiente per armonizzare con la carne bianca e la giusta ricchezza d’anidride carbonica per equilibrare le note grasse del fritto. Buono anche con il classico “cotechino con lenticchie

Tra i vini bianchi segnalo quelli ad alto impatto gustativo aromatico, come i Sauvignon e i Gewurztraminer. In particolare il Friuli Isonzo Piere Sauvignondi Vie di Romans, è un bianco longevo, che nasce dalla fermentazione del mosto in barrique. E’ un vino dotato di profumo ampi, sostenuto da un gusto complesso, da provare, con preparazioni definite d un buon corredo aromatico come per esempio il “risotto ai tartufi” o i “funghi trifolati“.

I Gewurtztraminer Nussbaumer Sudtirol Alto Adigedella Cantina di Termeno, possiede i profumi caratteristici dell’omonima uva, sapore deciso e gran carattere. Si può servire con preparazioni affumicate come il salmone e i“filetti di sogliola alle erbe”, o intensamente aromatiche come il “riso al curry“.

Passando ai vini rossi credo che ci sia molta attenzione per i figli del Nebbiolo e del Sangiovese, come il Barolo Piccole Vignedi Parusso, affinato 24 mesi in piccole botti e altri otto mesi in bottiglia. Ha colore rosso quasi granato, dotato di profumo floreale, adatto ad accompagnare carni saporite (brasato)e paste ripiene con farcia di carne come gli “agnolotti al brasato” o il “filetto di manzo con salsa al vino rosso“.

E’ prodotto con uve Sangiovese in purezza il Chianti Classico Docgdella Tenuta Vecchie Terre di Montefili, gran rosso, sostenuto da 13,5 gradi alcolici. Possiede colore rubino profondo, dotato di profumo che svela sentori di lampone e mirtillo rosso; il gusto rivela una struttura piena e intensa. Un vini così si associa, quasi per definizione, a piatti a loro volta corposi come il cinghialeo una “bistecca alla fiorentina cotta alla brace” o le “pappardelle al sugo di lepre“.

Il Lazio è rappresentato dal Torre Ercolanadella Cantina Colacicchi Anagni. Nasce da un mix d’uve che comprende il Cesanese, un vitigno a bacca nera tra i più pregiati della regione. Vinificati insieme a Cabernet e Merlot. Un vino di rara eleganza prodotto in poche migliaia di bottiglie. Si sposa alle carni dall'”abbacchio al forno” alla “coda alla vaccinara“. Buono anche con formaggi saporiti di lungo affinamento

Infine i vini dolci: propongo il Moscato d’Asti Dogc Vigneto Biancospinodell’Azienda La Spinettae il Moscato di Pantelleria Turbèdi Salvatore Murana. I vini dolci non sono più relegati a fine pranzo, in accompagnamento esclusivo della pasticceria, ma si abbinano anche ad altre portate.

Il Moscato d’Asti, intensamente profumato dolce, ma non stucchevole è un buon aperitivo e si può provare, volendo osare, con le ostricheo il lardo di colonnata al miele.

Il secondo nasce da uve Zibibbo appassite: è un’essenza di sapori mielosi e intensi con profumi di frutta sciroppata. Si serve con pasticceria ricca come quella siciliana, per esempio con i “cannoli” e la “cassata“.