I ristoranti etnici sono ormai presenti in tutta Italia; nelle grandi città la scelta è assai ampia. Molti associano correttamente, alle varie portate, tè, birra, sakè, secondo l’origine etnica dei cibi.
Altri preferiscono comunque il vino, che bisogna scegliere con cura tenendo conto delle profonde differenze tra cucine di diverse latitudini. L’abbinamento talvolta è reso difficile dall’estremo uso di spezie, che in alcune cucine, può coprire il sapore del cibo.
Cominciamo dalla cucina giapponese. Oltre ai pesci crudi, fritti aerei, propone, in genere, pitti privi di intingoli e sughi. Proprio in virtù della delicatezza della gastronomia nipponica abbinerei il Soave Classico Superiore di Inama, mi piace molto questa etichetta per l’eleganza dei profumi che permette di cogliere i sentori floreali propri del vitigno.
Un altro vino adeguato è il Muscadet de Sèvre Et Maine sul Lie di Chateau du Coing, bianco molto minerale e iodato, che con il pesce crudo sembra riprodurre la salinità del mare.
Sono entrambi vini freschi che non prevaricano la delicatezza che connota la cucina giapponese.
Nello specifico abbinerei il Soave con preparazioni di pesce crudo e riso come il Sushi o Crepaccio di pesce, mentre il Muscadet con Sashimi di crostacei e frutti di mare.
Passiamo alla cucina araba che presenta piatti talvolta piccanti e impiega cumino, curcuma, zafferano, semi di coriandolo, noce moscata, sesamo. Scegliamo un rosso siciliano per legare idealmente l’isola all’oltremare mediterraneo.
Il Rosso Virzì di Spadafora, nasce da uve nero d’Avola e Syrah, ed è un vino carico, ricco di alcol, potente, dove il gusto fruttato del nero d’Avola e quello speziato dello Syrah si fondono per affiancare i piatti saporiti della cucina araba.
Oppure un vino piemontese come il Ruchè di Castagnole Monferrato Nà Vota delle Cantine Sant’Agata, interessante per la grande complessità armonica e l’intensità dei profumi. Anche in questo caso, si tratta di un rosso dotato di buona struttura alcolica, ed essendo affinato in botte di legno ben dotato di note speziate. Virzì potrebbe essere abbinato allo Shish Kebab, ossia carne allo spiedo, meglio se di montone una nostrana Braciola di maiale in umido; il Ruchè, invece a cuscus di carne o salami.
La cucina cinese è molto variegata, comprende sapori talvolta intensi, gusti agrodolci, carni e pesci spesso abbinati a verdure e funghi profumati. A mio parere i vini che si abbinano meglio a questa cucina e in generale a quella del Sud Est asiatico sono i Riesling tedeschi, vuoi per la presenza di zucchero residuo, vuoi per la complessità aromatica.
n particolare il Riesling Auslese Wehlener Sonnenuhr di Dr Loosen che proprio per via della dolcezza può abbinarsi a piatti come i gamberi in salsa agrodolce o il nostro pesce spada con salsa i cipolle rosse di tropea.
Propongo, invece, il Trentino moscato giallo dell’Azienda Agricola De Tarczal, per la complessità aromatica (che vagamente ricorda il Traminer o il Riesling) e per la vena dolce al naso, anche se si tratta di un vino secco. Lo abbinerei al pollo all’ananas o al più abusato pollo alle mandorle. Adatto anche con i Caderli allo speck
La cucina indiana è ricca di spezie, sopratutto miscelate nei vari curry. Utilizza carni di pollo, di agnello e anche pesce, verdure, legumi con salse che spesso coprono il sapore originario del cibo. Qui si gioca la carta dei Ghewurztraminer per l’intensità aromatica, visto che con il curry le impressioni gustative si intensificano.
In particolare sceglierei l’Alto Adige Gewurtztraminer Maratsch, della Cantina di Termeno, che possiede buona struttura e alcolicità, senza cadere nella stucchevolezza. Si abbina a carni bianche, nello specifico curry di pollo o salmone marinato all’aneto
Un altro vino aromatico è l’Alsace Riesling di Schleret Charles, capace, per la grande ampiezza aromatica, di creare un contrasto con i profumi e i sapori forti e di farsi rimarcare; si abbina al curry di agnello. o allo storione con salsa al vino.
La cucina messicana, infine è caratterizzata dall’impiego di peperoncino. Spesso i fagioli accompagnano preparazioni di carne o di pesce condite con salse piccanti. Due vini poco conosciuti, ma che fanno al caso nostro.
Il primo è il Vespolino dell’azienda Agricola Vercesi di Castellazzo, nasce da uva vespolina: un vitigno quasi scomparso che comunica al vino una nota pepata-speziata e un certo gusto rustico. E’ un rosso dotato di buona alcolicità, franco, gradevole, che accompagnare la verace cucina messicana come il chili di manzo, e lo spezzatino di carne bovina.
In alternativa il Rosso di Montepulciano Fossolupaio dell’Azienda Agricola Bindella; si tratta di un vino toscano, volutamente ruspante, ossia non di tendenza, fuori dalle mode, di buona struttura, non giocato sulla rotondità ed eleganza ma sulla freschezza: è da bere in compagnia, magari nel corso di un picnic. Si stappa con un piatto non esageratamente piccante a base di carne come un Assado o uno stufato di cinghiale.



